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La confezione è essenziale ma ben pensata: trovate il keypad, un cavo USB-C abbinato al colore del dispositivo (nero opaco per la Grafite, bianco per il Grigio Chiaro) e uno stand separato che permette di inclinarlo quasi in verticale. Non è un accessorio strettamente indispensabile: il keypad non è completamente piatto e chi preferisse averlo al livello della tastiera ne farà a meno, ma per tutti gli altri l’angolazione dello stand è ottimale per una buona panoramica di tutti i tasti, migliorando la leggibilità delle icone a colpo d’occhio.
Il keypad misura circa 9×8 centimetri per 96 grammi. Nove tasti LCD a colori in una griglia 3×3 sono il cuore del dispositivo, affiancati da due pulsanti fisici senza display in basso per scorrere tra le pagine. La scocca è texturizzata, con una finitura che evita l’effetto plastica economica che spesso accompagna i prodotti di questa categoria. Disponibile nelle colorazioni Grafite e Grigio Chiaro, con cavo e stand abbinati al colore: un’attenzione al dettaglio che da Logitech è lecito aspettarsi.
La connessione è solo via cavo USB-C, niente Bluetooth né ricevitore Logi Bolt. La scelta è comprensibile, tenere nove display LCD accesi in wireless metterebbe a dura prova qualsiasi batteria e in questo modo la lag non esiste, ma di fatto aggiunge un cavo su una scrivania che magari ne era volutamente priva.
I tasti hanno un feedback ben riconoscibile alla pressione (quello centrale ha un piccolo dentino in basso, utile a trovarlo quando andiamo alla ceca), paragonabile a quello di una tastiera a due clic, uno per l’attuazione e l’altro per il fondo corsa, accompagnati da un’animazione del pulsante stesso che rimpicciolisce un po’ l’icona che viene premuta. Avrei però preferito una corsa più uniforme, mentre qui è possibile abbassare il lato inferiore, per esempio, mentre quello superiore ancora non è del tutto premuto.
La retroilluminazione è molto efficace, anche senza spararla al 100%, ma mi sarebbe piaciuto poterla regolare al volo direttamente dal keypad, senza passare per Logi Options+.
Il keypad si configura interamente tramite Logi Options+, l’app gratuita di Logitech già familiare a chi possiede un mouse MX Master o comunque un device Logitech, dato che è sempre più al centro dell’esperienza d’uso.
Il vantaggio per chi faccia già parte dell’ecosistema Logitech è evidente: mouse, tastiera e keypad condividono la stessa app, con profili e scorciatoie centralizzati in un unico posto.
Lo svantaggio è che Logi Options+ deve essere sempre in esecuzione, in particolare per MX Keypad, affinché tutte le funzioni che passano attraverso di lui si comportino come previsto, e l’app di Logitech non è esattamente una piuma (considerando quante cose fa è anche prevedibile).
Una delle funzioni più utili dell’MX Keypad sono i profili contestuali: i tasti cambiano automaticamente quando cambiate applicazione, e il cambio è letteralmente istantaneo. Aprite Photoshop e i nove tasti diventano le vostre scorciatoie per il ritocco; passate a Visual Studio Code e la griglia si trasforma in un pannello di comandi per il codice; saltate su Chrome e le scorciatoie cambiano ancora, senza fare nulla a mano (in questo caso però non basta Logi Options+, ci vuole anche l’estensione dal Chrome web store).
Se aggiungete che ci sono 15 pagine disponibili (i due pulsanti fisici in basso servono a scorrerle, e se chiedete a me sono anche troppe), i nove tasti fisici diventano sulla carta fino a 135 azioni programmabili: una cifra che suona eccessiva ma che ciascuno è ovviamente libero di sfruttare in base alle proprie necessità.
Elencare tutte le opzioni presenti sarebbe impossibile, ma vi basti sapere che il grado di personalizzazione è estremo: si possono modificare anche le icone stesse associate a una data scorciatoia, e app come la suite Adobe o Chrome browser hanno già dei preset pronti all’uso. E anche laddove un’app non avesse un suo profilo è possibile o crearne uno vuoto (al quale possiamo associare le tante opzioni di sistema presenti), o rivolgerci al Logi Marketplace, dove ci sono plugin, profili già pronti e pacchetti di icone per le applicazioni più diffuse, così da avere una configurazione ragionevole anche senza passare ore a personalizzare ogni tasto.
Il Marketplace include già plugin per strumenti come GitHub Copilot, Claude Code e OpenAI Codex: in questo caso i tasti possono mostrare lo stato in tempo reale di un agente IA in esecuzione e inviare comandi al terminale direttamente dal keypad. Un caso d’uso specifico ma emblematico della direzione che Logitech ha in mente: il Logi Actions SDK permette anche agli sviluppatori terzi di creare i propri plugin in C# o Node.js, rendendo virtualmente infinite le possibilità di questo strumento.
L’unica barriera di ingresso è il tempo e la voglia di personalizzare il Keypad: per quante “agevolazioni” possa aver fatto Logitech, ciascuno ha le sue abitudini e i suoi strumenti perferiti, e finché non avrete capito quali fa più comodo avere a portata di dito, l’MX Keypad sarà solo un accessorio fancy in più sulla vostra scrivania. Una volta configurato a dovere diventerà invece un coltellino svizzero per aumentare la produttività, ma dovrete essere un po’ stakanovisti per volerlo. E lo diciamo nel senso più buono possibile.
MX Keypad costa 99,99 euro di listino, esattamente quanto lo Stream Deck Neo di Elgato: il confronto diretto è inevitabile. Il Neo ha un tasto in meno (otto invece di nove) ma una touch strip per navigare tra le pagine, ed è forte di un ecosistema di plugin costruito in anni di uso da streamer e content creator.
Se il vostro scopo principale è il live streaming, gli Stream Deck di Elgato (c’è anche la versione MK.2 a 150 euro, 15 tasti) restano le scelte più solide: il loro ecosistema di plugin ha anni di vantaggio, ma è un vantaggio che, come abbiamo visto, ha le potenzialità per essere colmato.
Chi ha invece un setup Logitech MX già consolidato trova nell’MX Keypad un’estensione naturale di quello che ha già: profili e scorciatoie si sincronizzano tra mouse, tastiera e keypad in Logi Options+, e questo non è una cosa da poco. Ma anche chi non è nell’ecosistema Logitech può trovarlo interessante, a patto di avere la pazienza che la configurazione richiede.
Se volete sia il keypad che un dialpad per la regolazione fine dei parametri, Logitech propone la MX Creative Console a 199,99 euro, ma qui siamo davvero in un ambito di soli professionisti del settore, o quasi. La buona notizia è che MX Keypad è arrivato da poco e, come tutti i suoi predecessori, il tempo lo renderà senz’altro più appetibile: detta altrimenti, quello di cui parliamo oggi è il suo peggior prezzo di sempre.
Il sample per questa recensione è stato fornito da Logitech, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.
L’articolo Recensione Logitech MX Keypad: l’anti-Stream Deck? sembra essere il primo su Smartworld.





