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Nuovo Codice della Strada: multe al km/h, patente digitale e rinnovi ogni 10 anni fino a 65 anni

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Il Codice della Strada potrebbe cambiare radicalmente, e alcune novità riguardano direttamente chi guida ogni giorno. Il 13 ottobre il Consiglio dei ministri ha dato il primo via libera a un nuovo schema di decreto legislativo elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: multe calcolate al chilometro, patente e libretto verificabili in digitale durante i controlli, tempi più stretti per le notifiche delle contravvenzioni e una validità decennale della patente estesa fino ai 65 anni. Prima di entusiasmarsi o preoccuparsi, però, c’è un punto fondamentale da chiarire: per ora non cambia nulla. Lo schema deve ancora passare dal Consiglio di Stato, dalla Conferenza unificata e dalle Commissioni parlamentari, e l’approvazione definitiva è attesa non prima dei primi mesi del 2027.

La novità più discussa riguarda il modo in cui vengono calcolate le sanzioni per eccesso di velocità. Il sistema attuale prevede fasce fisse di superamento del limite: si supera di 10 km/h e si paga una cifra, si supera di 40 km/h e se ne paga un’altra. La riforma vuole invece introdurre una sanzione proporzionale alla velocità effettiva rilevata, calcolata in euro per ogni km/h oltre il limite.

Sulle strade con limite superiore a 50 km/h la tariffa sarebbe di 10 euro per ogni km/h di superamento. In ambito urbano, con limiti a 30 o 50 km/h, scenderebbe a 5 euro per km/h. Per fare un esempio pratico: con limite a 50 km/h e un superamento di 11 km/h, la multa sarebbe di 55 euro, potenzialmente meno di quanto previsto oggi. L’obiettivo dichiarato dal MIT è rendere le sanzioni proporzionate alla gravità reale dell’infrazione.

Non è però una riforma pensata solo per abbassare le multe. Alcune sanzioni minori vengono arrotondate verso il basso (ad esempio da 83 e 87 euro a 80 euro), ma chi circola senza assicurazione rischia ora anche un divieto di circolazione a tempo indeterminato fino alla regolarizzazione, oltre a una sanzione minima che sale da 866 a 1.000 euro. Viene anche sospeso il meccanismo di adeguamento automatico biennale delle multe all’inflazione.

Una delle novità più pratiche riguarda i documenti da portare in auto. Con il nuovo Codice, patente e carta di circolazione non dovranno più essere fisicamente a bordo del veicolo: durante un controllo, le forze dell’ordine potranno verificare tutto direttamente attraverso le banche dati nazionali. È la stessa logica dell’IT-Wallet, che sta portando i documenti digitali sull’app IO: le informazioni sono già disponibili alla pubblica amministrazione, quindi il documento fisico diventa ridondante.

Cambia anche il sistema di notifica delle contravvenzioni rilevate a distanza, come quelle degli autovelox. Le amministrazioni avranno 45 giorni invece degli attuali 90 per notificare il verbale quando non c’è stata contestazione immediata. Le notifiche potranno arrivare in via prioritaria tramite il Servizio Notifiche Digitali (SEND), per chi ha un domicilio digitale. Vale la pena notare che nelle prime bozze il MIT aveva ipotizzato addirittura 30 giorni: il compromesso finale è stato 45.

Oggi la patente di categoria B ha validità decennale fino ai 50 anni, dopodiché le scadenze diventano più ravvicinate. Con la riforma, il rinnovo ogni dieci anni verrebbe esteso fino ai 65 anni per le patenti del gruppo 1, che comprende auto e moto. Non significa che la patente non va rinnovata, ma semplicemente che la cadenza decennale dura più a lungo rispetto a oggi.

Per il trasporto professionale (patenti C, CE, D, DE), il limite anagrafico per le patenti del gruppo 2 sale da 68 a 70 anni, con verifica biennale dell’idoneità. Per i motociclisti, la riforma introduce anche la possibilità di usare la corsia di emergenza in autostrada in caso di rallentamenti o incidenti, oltre a un programma per installare barriere salva-motociclisti lungo le strade.

Chi riceve una multa superiore a 200 euro con un unico verbale potrà chiedere la rateizzazione, a patto di avere i requisiti economici previsti. Prima dell’avvio della riscossione coattiva dovrà essere inviato un avviso bonario, una misura che riduce il rischio di sorprese per chi non ha pagato in tempo.

La riforma introduce anche strumenti più efficaci per recuperare le sanzioni non pagate da automobilisti stranieri e stabilisce l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per i veicoli stranieri che circolano nel Paese per più di 30 giorni. Cambiano infine alcune norme per biciclette e monopattini elettrici: per determinate categorie di cicli a propulsione è previsto l’obbligo di casco e contrassegno, mentre per i monopattini arrivano nuovi strumenti per impedirne la circolazione quando rappresentano un pericolo per i pedoni.

Quello che resta da vedere è se l’iter parlamentare porterà modifiche sostanziali al testo: tra il primo via libera e la Gazzetta Ufficiale la strada è ancora lunga, e le norme attuali restano pienamente in vigore fino ad allora.

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