L’Ufficio dei Diritti Umani dell’ONU ha pubblicato un rapporto che stima in oltre 45.000 il numero di vittime civili dall’inizio delle operazioni militari, con circa 1,9 milioni di persone ancora sfollate all’interno del territorio. Gli aiuti umanitari continuano a entrare in misura insufficiente, secondo le agenzie internazionali presenti sul campo.

Sul piano diplomatico, l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato — con 144 voti a favore — una risoluzione che chiede un cessate il fuoco immediato, ma il documento non ha valore vincolante. Washington ha ribadito il sostegno a Israele pur chiedendo “maggiore protezione dei civili”, mentre l’Unione Europea è divisa tra chi vorrebbe sanzioni e chi preferisce il canale diplomatico. Il nodo degli ostaggi ancora detenuti a Gaza rimane al centro delle pressioni internazionali sul governo Netanyahu.