A dicembre 2025 i negoziati per un cessate il fuoco sono ancora una volta in stallo. Le stesse dinamiche di sempre: Hamas non accetta le condizioni israeliane sul dopoguerra, Israele non accetta il ritiro completo come precondizione. E nel mezzo, quasi due milioni di persone vivono in condizioni che le organizzazioni umanitarie — con il loro linguaggio misurato — definiscono “catastrofiche”. Io le chiamerei diversamente.

Quello che mi colpisce di più, e che trovo più difficile da accettare, è l’assuefazione. Quella di noi che guardiamo da lontano, certo, ma anche quella dei governi che siedono al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e continuano a bloccarsi a vicenda con i veti, trasformando quell’istituzione nel monumento più costoso e inutile della storia moderna. Se il diritto internazionale vale solo quando fa comodo, allora non vale niente. E qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo ad alta voce.